Torta di compleanno vegana, happy birthday brother!!!

torta di compleanno vegana

Feci il mio primo dolce a soli quattro anni in occasione del sesto compleanno di mio fratello Luca.
Qualche giorno prima, in previsione della festa, scelsi tra i cocci della mamma, una coppa bassa e rotonda in cui in quegli anni veniva confezionata la Nutella.
Disposi a raggiera i miei amati biscotti Plasmon e cosparsi il tutto con gli Smarties colorati che la befana a cavallo della sua scopa mi aveva appena portato.
La mamma sistemò il dolce preparato con tanta attenzione nella dispensa tra i piatti ed i bicchieri buoni ed io mi gonfiai di orgoglio.
Il giorno della festicciola, giunto finalmente il momento di spegnere le candeline, sfoderai il mio miglior sorriso e ofrii il piccolo gateau al mio fratellino.
I grandi applaudirono, mentre mio fratello, allora sdentato, rimase scettico di fronte ai biscotti divenuti molli ed ai confettini stitnti e mi puntò addosso la sua pistola da cowboy…
Quest’anno accontentare il piccolo pistolero divenuto vegano non è stato semplice…ma io ugualmente come allora ci ho provato…felice compleanno Luca… o devo chiamarti Trinità!!!
 
Ingredienti per il pan di spagna vegano: 200 g di farina 00, 200 g di amido di mais, 150 g di zucchero di canna, 300 g di latte vegetale, 30 g di olio evo o di semi, 1 bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone, un pizzico di sale.
Ingredienti per la crema pasticcera vegana, 500 g di latte vegetale (o si soia o di riso), 3 cucchiai di amido di mais, 3 cucchiai di zucchero di canna, scorza di limone grattugiata, vaniglia, un pizzico di sale.
Per guarnire 250 g di fragole, frutti di bosco a piacere, 500 g di panna vegetale ben fredda, 200 g di mandorle a filetti, granella di pistacchi.
 
Tagliate a pezzi piccoli le fragole e cospargetele con un cucchiaio di zucchero di canna, mettetele a macerare qualche ora in frigo in modo che tirino fuori tutto il loro succo.
Preparate il pan di spagna mescolando la farina e l’amido di mais setacciati, unite lo zucchero e versate a filo il latte lavorando con una frusta.
Aggiungete il sale, l’olio, il limone e per ultimo il lievito.
Cuocete in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.
Preparate la crema pasticcera mescolando l’amido di mais setacciato con lo zucchero. Aggiungete il latte sempre lavorando con una frusta, unite la scorza di limone ed il pizzico di sale. Cuocete il composto affinchè non  si addensi con il calore, basteranno pochi minuti.
Tagliate il pan di spagna in due o tre dischi e bagnateli con il succo delle fragole, farcite con la crema pasticcera e sopra disponete le fragole macerate e qualche frutto di bosco fresco. Ricomponete la torta.
Ricopritela interamente con la panna vegetale montata livellandola bene con una spatola.
Guarnire i bordi con le mandorle a filetti, decorate la cima con qualche ciuffo di panna e cospargete di frutti di bosco e granella di pistacchi.
 
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Torta Caprese di Sal De Riso con coulis di lamponi

Torta Caprese di Sal De Riso con coulis di lamponi
 
Ero incinta di pochi mesi, costretta a letto trascorrevo le mie giornate in compagnia di abili amici come Antonella Clerici, Anna Moroni, Laura Ravaioli, Maurizio Santin, Max Mariola e Simone Rugiati, senza dimenticare Franca Rizzi, Daniele Persegani e Sara Papa.
Con qualche difficoltà la mia piccola cresceva dentro me ed io impaurita e smarrita cercavo un modo per far passare il tempo e per non impazzire mummificata sul divano.
Munita di penna e quaderno annotavo ogni ricetta che sorridendo i miei amici virtuali raccontavano in Tv, dando vita così ad un archivio ricco e dettagliato, suddiviso per data, trasmissione, canale e chef.
Il tempo passò velocemente e la mia bimba, non ancora venuta al mondo, aveva già ereditato un ricettario davvero unico.
Questa ricetta giunge prorio da lì, da una puntata della Prova del cuoco, dal grande, grandissimo Salvatore De Riso famosissimo pasticcere amalfitano.
Assaggiate la sua elegante torta caprese e non ne potrete più fare a meno.
 
Ingredienti: 5 uova, 80 g di cacao amaro setacciato, 100 g di nocciole tritate, 250 g di zucchero a velo, 250 g di burro molto morbido, 250 g di cioccolato fondente al 50%, un cestino di lamponi, qualche cucchiaio di zucchero a velo per il coulis e ancora zucchero a velo per decorare la torta.
 
Montate il burro con lo zucchero a velo, aggiungete il cacao, il cioccolato tritato al mixer e i tuorli non troppo montati.
Con una spatola lavorate il composto ed aggiungete le nocciole e per ultimo unite gli albumi montati a neve ben ferma.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti circa. Lasciate raffreddare e cospargete di zucchero a velo.
Frullate i lamponi con due cucchiai di zucchero a velo e passate il coulis in un colino a maglia fine.
Servite la torta con il coulis di lamponi.

Sformatini di polenta taragna con cuore filante al taleggio e paté di radicchio

Sformatino di polenta taragna con cuore filante al taleggio e paté di radicchio
 
Nonno Berto, bravissimo elettrotecnico, durante la seconda guerra mondiale fu catturato dai tedeschi e tenuto prigioniero in un capannone in Polonia dove fu costretto a costruire armi.
Passarano i giorni ed una notte ci fu una violenta esplosione e mio nonno riuscì a scappare.
Camminò per ore nella fredda notte polacca senza sapere dove andare, ma finalmente raggiunse una casa. 
La famiglia Tininski si prese cura di Berto, tenendolo nascosto per mesi. 
La figlia maggiore, Jadwiga, dalla pelle lucente e bianchissima, aveva degli occhi grossi trasparenti come vetro azzurro e dei morbidi capelli profumati sempre imprigionati in un fazzoletto a fiori.
Berto e la bellissima polacca si innamorarono e nel ’47 nacque Janusz, mio padre, un bimbo di oltre quattro chili, anch’egli con gli occhi di ghiaccio.
Passarano gli anni e Berto decise di portare la sua bella famiglia in Veneto nel suo paese di origine, Valeggio sul Mincio, dove avrebbe potuto lavorare e assicurare una buona vita ai suoi nuovi amori.
Jadwiga imparò il dialetto locale ma mai l’italiano, imparò a fare i tortellini, i risi e bisi e la polenta.
Ed è proprio a lei che penso ogni volta che la pioggia di farina gialla affoga nell’acqua calda, ricordando le sue mani che versano il composto dorato su di un asse si legno per farla raffreddare.
Appoggiavo i gomiti sul tavolo e reggevo il mio musetto curioso aspettando la magia.
Una volta che la polenta si rapprendeva la tagliava servendosi di uno spago sottile, non lo avevo mai visto fare, del resto venivo dalla Liguria e di polenta e tortellini non sapevo un granché.
Le grosse fette venivano abbrustolite e l’amarognolo della crosticina nera che si formava era ciò che più amavo mangiare.
Da un altro ingrediente del cuore nasce questo antipasto ruffiano.
 
Ingredienti per 6 sformatini: 250 g di polenta taragna, 200 g di taleggio, sale, olio, evo, un radicchio molto fresco.
 
Preparate la polenta seguendo le indicazioni che trovate sulla confezione.
Affettate sottilmente il radicchio e fatelo rosolare in una padella con un po’ di olio evo, salate. Aggiungete poca acqua e cuocete per qualche minuto.
Frullate il radicchio con il robot da cucina se volete una consistenza simile ad un paté o con il minipimer aggiungendo un filo d’olio evo se volete che diventi una salsa morbida e passatela al setaccio.
Disponete un po’ di polenta in uno stampino di alluminio unto di olio, disponetevi al centro una noce di taleggio e ricoprite con altra polenta.
Lasciate raffreddare. Al momento di servirli, scaldateli nel forno per alcuni minuti e aggiungete il paté di radicchio.
Potete sostituire il radicchio a dei broccoli o altra verdura che più amate.

Nadalin

Nadalin
 
Cercavo un modo per poter ringraziare tutti voi, miei cari amici bloggers, che in questo 2013 mi avete tenuto compagnia e che con me avete condiviso ricette, idee ed emozioni.
Allora ho pensato ad un piatto un po’ inconsueto che rappresentasse Il Natale ed ecco che è spuntato il Nadalin di Silva Avanzi Rigobello, foodblogger, dolcissima nonna e mamma, attenta moglie e brillante scrittrice, che con sapienza ci ha raccontato la storia di questo antico dolce. 
Come si fa a non amare non questa donna cari amici, che tanto ha da insegnarci?
Auguro a Silva e a tutte voi, un Natale pieno di emozione, di amore e di grandi sentimenti.
Accettate questo mio piccolo dono ed insieme a me sperate in un mondo migliore…
 
Ingredienti: 200 g di zucchero, 150 g di burro morbido, 3 uova intere, la scorza grattugiata di un limone, un pizzico di sale, 25 g di lievito di birra, 1/2 tazza da the di acqua tiepida, 500 g di farina, essenza di vaniglia.
Per cospargere: 50 g di zucchero, 60 g di mandorle a filetti, 60 g di pinoli.
 
Con lo sbattitore elettrico montate il burro, aggiungete lo zucchero e un uovo per volta. Aggiungete la scorza di limone, la vaniglia ed il pizzico di sale.
Sciogliete il lievito nell’acqua ed incorporatelo al resto. Con una spatola aggiungete la farina poca per volta.
Lavorate l’impasto affinché sia ben omogeneo. Imburrate ed infarinate una teglia a forma di stella e lasciate lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno 4 ore.
A lievitazione avvenuta, cospargete il Nadalin con 50 g di zucchero, le mandorle ed i pinoli.
Cuocete in forno caldo a 180° per un’ora circa. Fatelo raffreddare e cospargete con abbondante zucchero a velo.
 

Torta di zucca alla ligure

Torta di zucca alla ligure
 
C’è un sapore che chi ha visitato la Liguria non può dimenticare ed è quello delle nostre torte salate. La torta verde e la versione invernale con la zucca, la torta di carciofi, la Pasqualina ed il Turtun con le erbette selvatiche.
Tutte preparate con verdure di stagione, formaggio, uova e maggiorana, una manciata di riso e della buona farina.
Queste torte sono tra i miei piatti preferiti, si d’accordo ci vuole sempre un po’ di lavoro, ma la soddisfazione di poter mangiare cose buone e sane ripaga sempre la fatica…
Mio suocero Emilio mangiando la mia torta di zucca oggi mi racconta il suo ricordo: “Mia nonna Maria detta Giaurì, radunava me e le mie sorelle intorno al tavolo, ognugno di noi doveva scapussà la zucca, mentre lei tirava la sfoglia e preparava gli altri ingredienti. La stendeva su una grossa teglia di rame, che si accomodava in testa adagiondola su uno straccio arrotolato per poterla portare al forno più vicino. 
Intanto noi bambini a casa aspettavamo il suo ritorno e quando per le scale si sentiva l’inconfondibile fragranza, correvamo ad aprire la porta sbattendo da ogni parte.”
Che sorrisi mi ha fatto oggi mio suocero Emilio, tutto grazie alla mia torta di zucca!!!
 
Ingredienti:800 g di zucca pulita, 100 g di bietole, 2 piccole manciate di riso, 1 cipolla, 4 uova, 4/5 cucchiai di parmigiano, 1 cucchiaio di maggiorana tritata, sale, olio evo.
Per la pasta: 350 g di farina, 70 g di olio evo, un bicchiere circa di acqua tiepida, sale.
 
Impastate la farina con l’olio, una presa di sale e acqua tiepida qb per ottenere un impasto liscio, morbido ma non troppo bagnato. Lasciare riposare per almeno mezz’ora.
Tagliate la zucca a dadini grandi come piselli, aggiungete le bietole tagliate a striscioline sottili, la cipolla tritata molto finemente ed il riso. Salate. Sbattete le uova con il formaggio, il sale e la maggiorana tritata ed aggiungetele alla zucca. Mescolate bene il tutto.
Stendete la pasta in due sfoglie, quella che andra’ sotto un pochino piu’ spessa e l’altra per ricoprire sottile affinché  si veda attraverso.
Ricoprite la teglia unta con la sfoglia più spessa, lasciando che i bordi avanzino almeno di 3 cm, mettete il ripieno e ricoprite con la sfoglia piu sottile. Arrotolate i bordi della pasta sigillando bene. Bucherellate la superficie e spennellate con un’emulsione di acqua e olio evo.
Cuocete in forno caldo per un’ora circa a 200°, di tanto in tanto durante la cottura spennellate ancora la superficie in modo che la sfoglia non si secchi troppo.
Mangiate la torta rigorosamente fredda. Lasciatela riposare anche un giorno intero prima di gustarla.

Pandolce Genovese

Pandolce genovese
 
Un tempo mia mamma e le mie zie capitanate sapientemente dalla nonna, la prima domenica di dicembre si radunavano per preparare Dio solo sa quanti chili di pandolci da regalare a congiunti, amici e vicini di casa in occasione del Natale.
La giornata volava serena ed allegra, noi bambini giocavamo e loro ridendo, chiacchierando e spettegolando sfornavano i loro profumati dolci.
A pranzo la nonna riscaldava le sue fantastiche lasagne preparate la sera prima e con la pancia bella piena si procedeva fino a sera ad incartare ed infiocchettare pandolci e pandolcini.
E siccome sono spesso gli anziani a mantenere vive le usanze, quando nonna mancò queste belle giornate non si ripetereno più.
Ma quest’anno mia cugina Manuela ed io, inseparabili, inguaribili romantiche e grandi malinconiche, abbiamo deciso di riesumare la tradizione e armate di farina, zucchero e uova abbiamo dato il via alla nostra bella domenica.
Le nostre bimbe curiose han giocato allegre davanti al caminetto e la casa calda, profumata di buono, ha custodito i nostri chiacchierii.
Trascorrere dei momenti con le persone che ami è rigenerante, ora so cosa provavano la mamma e le zie, quando intorno al tavolo sbucciavano frutta secca e canzonavano la nonna, ora so perchè in quei momenti mi parevano tutte più belle…
 
Ingredienti per 2 pandolci: 500 g farina00, 150 g zucchero, 170 g burro fuso, 1 uovo, 1/2 bicchiere circa di latte, 1 cucchiaino raso di semi di finocchio, 75 g di uvetta, 50 g di pinoli, 70 g di cedro candito tagliato a cubetti, 70 g di arancia candita tagliata a cubetti, 100 g di fichi secchi tagliati in quattro, 100 g di noci sminuzzate grossolanamente, 1 bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale.
 
Setacciate la farina con il lievito, aggiungete un pizzico di sale, lo zucchero, l’uovo, il burro fuso non caldo ed il latte.
Amalgamate bene il tutto e quindi aggiungete i semi di finocchio,  l’uvetta precedentemente ammollata per mezz’ora in acqua tiepida e ben strizzata, i pinoli, il cedro, l’arancia, le noci ed i fichi.
Sul piano di lavoro impastate il tutto per qualche minuto, dividete il composto in due panetti rotondi un po’ schiacciati. Incidete i pandolci con un coltello e spennellateli con del burro fuso.
Cuocete in forno caldo a 180° per circa 45 minuti. Non abbiate fretta, lasciate riposare il pandolce una notte intera, il giorno dopo sarà più buono!

Gnocchetti di polenta con cavolo verza, salsiccia e salsa alla fontina

gnocchetti di polenta con cavolo verza, salsiccia e salsa di fontina
 
E’ incredibile quanti ricordi siano legati al cibo, eppure gustando questi soffici gnocchetti di polenta posso ricordare esattamente quando e dove li  mangiai per la prima volta, cosa pensai, con chi ero, cosa indossavo… un semplice piatto può evocare in me mille pensieri lasciandomi un po’ felice e un po’ nostalgica.
Era una gelida domenica d’ inverno, eravamo alla ricerca di un ristorante dove poter mangiare un boccone, bere un bicchiere di vino e scaldare i nostri cuori.
Nella vallata bordigotta, raggiungemmo il paese di Sasso e scovammo un agriturismo fra gli ulivi, arredato con gusto, curato nei  minimi dettagli e col caminetto acceso al centro della sala. Perfetto pensai!!!
Mi tolsi il mio piumino preferito appendendolo con cura al muro di pietra alle mie spalle, sfilai il cappello rosa fatto da mia suocera Ida, mostrando come al solito una chioma spettinata, quasi di una persona spaventata.
Sedetti entusiasta fissando il camino acceso e mi sentii felice difronte alla persona che amavo.
L’ oste scelse per noi il vino, arrivò un antipasto profumato e caldo a base di castagne e poi il primo, questi gnocchetti dorati che profumavano di buono.
Sorrisi mangiando… in quel posto così incantevole e con un cibo così delizioso scaldammo in un attimo i nostri cuori ed il gelo dell’ inverno rimase fuori…
 
Ingredienti per 4 persone: 200 g di polenta, 1/2 cavolo verza, 150 g di salsiccia, 150 g di fontina, 1 bicchiere di latte, sale, olio evo.
 
Preparate la polenta seguendo le indicazioni che trovate sulla confezione. Lasciatela riposare per 5 minuti e trasferitela in un sac à poche, disponete sul piano di lavoro un foglio di carta da forno e fatevi cadere dei tocchetti di polenta aiutandovi con delle forbici.
Mettete qualche cucchiaio di olio evo in una padella, scaldatela bene e aggiungete il cavolo verza tagliato a listarelle molto sottili. Aggiungetevi la salsiccia sgranata o tagliata a piccoli pezzetti. Lasciate cuocere per qualche minuto.
Versate gli gnocchetti di polenta nel cavolo verza, aggiungete la fontina sciolta nel latte caldo e lasciate insaporire per pochi minuti.