Torta vegana di segale con mirtilli e noci

torta-vegan
 
Circa un anno fa, Paola mi contatta sul blog facendomi i complimenti e dicendomi che anche lei è ligure ma che da anni vive in Francia nel dipartimento del Var tra Provenza e Costa Azzurra, quindi non troppo lontano da casa mia.
Lentamente nasce un’amicizia virtuale, uno scambio di consigli, di ricette e di foto.
C’è feeling fra di noi forse perchè siamo nate nella stessa Terra e le nostre mail si perpetuano.
Mi racconta di quanto è stata difficile dieci anni fa per lei e suo marito, affermati professionisti, la scelta di andare a vivere in campagna.
Mi narra delle loro vigne e del buon vino rosé che riescono a produrre, delle caprette addomesticate e affettuose, del buon formaggio che preparano con il loro latte e della sua passione per la cucina naturale.
Tutto di questa bella signora di sessant’anni mi incuriosice, mi cattura e mi fa sognare, quindi dopo svariati inviti la settimana scorsa metto pochi indumenti nella mia borsa da viaggio rosa, programmo il Tomtom in direzione Tolone e parto di buon ora.
Attraverso la Costa Azzurra viaggiando spensierata, ascolto musica e con entusiasmo preparo la mia anima a questo nuovo incontro.
Dopo poco più di due ore il navigatore tra vigne, mimose e splendide case in stile provenzale mi accompagna di fronte ad un grande edificio in pietra con le persiane color lavanda ed un bellissimo giardino all’italiana tutt’intorno.
Un grosso pastore dei Pirenei mi viene incontro e mi fa le feste, conosco già il suo nome, lo chiamo e gli gratto un pò il suo testone peloso.
E poi una visione, una bellissima donna, con uno chignon alla francese un pò spettinato ma molto chic, con i jeans stretti dentro gli stivali in gomma colorati, mi accoglie con un sorriso radioso.
Paola è ancor più bella che nelle foto, ci abbracciamo felici e commosse ed il cuore batte forte dall’emozione.
Quando Antony, suo marito, ci raggiunge ho un’altra grande sopresa, sembra il sosia di Richard Gere e penso subito che tra vent’anni vorrò essere come loro!
Il pranzo è saporito, insalata mista con crostini di pane di segale e formaggio di capra filante, il loro vino è leggero e profumato, mi sento a casa e tutto ad un tratto per una volta ho chiaro il mio futuro.
Finisco il pasto con una delicata torta vegana, piena di mirtilli e di noci e con tanta serenità nel cuore che solo al ricordo mi accompagna ancora…
 
Ingredienti: 150 g di farina di segale, 100 g di farina di farro, 1 cucchiaio di majzena, 1 bustina di lievito per dolci, 120 g di acqua, 80 g di olio di mais, 180 g di sciroppo di agave, la scorza grattugiata di un limone, un pizzico di sale, 150 g di mirtilli, 150 gi di gherigli di noci.
 
Mettete in un recipiente l’acqua, l’olio e lo sciroppo. Unite poco per volta le farine settacciate, la mayzena, il lievito, la scorza di limone ed il pizzico di sale.
Lavorate per almeno cinque minuti con le fruste elettriche.
Aggiungete per ultimo i mirtilli e le noci sminuzzate grossolanamente.
Cuocete in forno a 180° per circa 30 minuti.

Torta di compleanno vegana, happy birthday brother!!!

torta di compleanno vegana

Feci il mio primo dolce a soli quattro anni in occasione del sesto compleanno di mio fratello Luca.
Qualche giorno prima, in previsione della festa, scelsi tra i cocci della mamma, una coppa bassa e rotonda in cui in quegli anni veniva confezionata la Nutella.
Disposi a raggiera i miei amati biscotti Plasmon e cosparsi il tutto con gli Smarties colorati che la befana a cavallo della sua scopa mi aveva appena portato.
La mamma sistemò il dolce preparato con tanta attenzione nella dispensa tra i piatti ed i bicchieri buoni ed io mi gonfiai di orgoglio.
Il giorno della festicciola, giunto finalmente il momento di spegnere le candeline, sfoderai il mio miglior sorriso e ofrii il piccolo gateau al mio fratellino.
I grandi applaudirono, mentre mio fratello, allora sdentato, rimase scettico di fronte ai biscotti divenuti molli ed ai confettini stitnti e mi puntò addosso la sua pistola da cowboy…
Quest’anno accontentare il piccolo pistolero divenuto vegano non è stato semplice…ma io ugualmente come allora ci ho provato…felice compleanno Luca… o devo chiamarti Trinità!!!
 
Ingredienti per il pan di spagna vegano: 200 g di farina 00, 200 g di amido di mais, 150 g di zucchero di canna, 300 g di latte vegetale, 30 g di olio evo o di semi, 1 bustina di lievito per dolci, la scorza grattugiata di un limone, un pizzico di sale.
Ingredienti per la crema pasticcera vegana, 500 g di latte vegetale (o si soia o di riso), 3 cucchiai di amido di mais, 3 cucchiai di zucchero di canna, scorza di limone grattugiata, vaniglia, un pizzico di sale.
Per guarnire 250 g di fragole, frutti di bosco a piacere, 500 g di panna vegetale ben fredda, 200 g di mandorle a filetti, granella di pistacchi.
 
Tagliate a pezzi piccoli le fragole e cospargetele con un cucchiaio di zucchero di canna, mettetele a macerare qualche ora in frigo in modo che tirino fuori tutto il loro succo.
Preparate il pan di spagna mescolando la farina e l’amido di mais setacciati, unite lo zucchero e versate a filo il latte lavorando con una frusta.
Aggiungete il sale, l’olio, il limone e per ultimo il lievito.
Cuocete in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.
Preparate la crema pasticcera mescolando l’amido di mais setacciato con lo zucchero. Aggiungete il latte sempre lavorando con una frusta, unite la scorza di limone ed il pizzico di sale. Cuocete il composto affinchè non  si addensi con il calore, basteranno pochi minuti.
Tagliate il pan di spagna in due o tre dischi e bagnateli con il succo delle fragole, farcite con la crema pasticcera e sopra disponete le fragole macerate e qualche frutto di bosco fresco. Ricomponete la torta.
Ricopritela interamente con la panna vegetale montata livellandola bene con una spatola.
Guarnire i bordi con le mandorle a filetti, decorate la cima con qualche ciuffo di panna e cospargete di frutti di bosco e granella di pistacchi.
 

Castagnole di Ventimiglia

Castagnole di Ventimiglia
 
Il 26 agosto giorno di San Secondo, San Segundin, patrono di Ventimiglia, i cieli della mia città si accenderanno con stupendi spettacoli pirotecnici rompendo il silenzio della notte, le vetrine dei negozi e dei locali si illumineranno di luci e colori, in ogni angolo si sentirà musica e si vedranno giovani ballare, i bambini, accompagnati dalle loro mamme vestite con l’abito della festa, terranno in mano i loro palloncini, per le strade vecchi compagni di scuola si rincontreranno e si riabbracceranno come i tempi andati e risate e schiamazzi continueranno fino al mattino.
E’ proprio in questa occasione che nel pittoresco centro storico non mancherà come ogni anno la sagra della Castagnola di Ventimiglia, tipico dolce dalle fattezze di una grossa castagna risalente al 1700. In ricorrenze importanti come nozze e battesimi, fornai ed esperte massaie, con le preziose spezie ed il raro cioccolato, preparavano grandi quantità di Castagnole, inondando i vecchi caruggi di un profumo sublime che sapeva di terre lontane. Divenute ormai simbolo della nostra città ottenendo il marchio De.Co., denominazione comunale, sono vendute nelle migliori pasticcerie e cucinate da donne che come me non hanno mai dimenticato la tradizione.
Allora lunedì, cari amici ventimigliesi, ballate alla Marina San Giuseppe, al Sirena, al Miramare e al Marco Polo come facevano i nostri genitori. Ascoltate i Taità, i Full Optionals, I Running Birds suonare per le nostre vie, correte al Bar Sport da Ciaky per un gelato, al Mako, al Barbone o al Banana, dalla spiaggia guardate i fuochi d’artificio abbracciati alla persona che amate, perchè è troppo romantico e non dimenticate di fare un salto alla sagra della Castagnola nella città vecchia.
 
Castagnole di Ventimiglia
 
Ingredienti per circa 30 pezzi: 300 g di farina 00, 200 g di zucchero, 70 di cioccolato fondente, 30 g di cacao amaro, 3 tazzine di caffé, 1 cucchiaino raso di cannella in polvere, 1 cucchiaino raso di chiodi di garofano in polvere, 1 cucchiaino di lievito, un pizzico di sale, acqua di fiori d’arancio per spennellare, olio evo per ungere la teglia.
 
Setacciate e mettete in una ciotola la farina, il cacao ed il lievito. Aggiungete lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano ed il pizzico di sale. Sciogliete il cioccolato nelle tre tazzine di caffè caldo ed aggiungete al resto. Impastate bene e lasciate riposare per almeno 10 minuti. Formate delle palline grosse come castagne, spennellatele la parte superiore con  l’acqua di fiori d’arancio ed immergetela nello zucchero. Mettetele in una teglia unta di olio evo distanziandole di due cm l’una dall’altra. Cuocetele a 180° per 10 minuti.
Le castagnole devono rimanere morbide, vanno mangiate fredde e si possono conservare per alcuni giorni in contenitori chiusi ermeticamente.