Le bugie liguri, le Boxie

Boxie, bugie liguri

Nella memoria di ogni bambino divenuto adulto, c’è un ricordo legato ai dolci di carnevale.
Chi non si è sporcato le manine di zucchero a velo e non ha riempito la sua bella maschera di croccanti briciole?
Quale bimbo non ha acclamato le bugie tra i suoi dolciumi prediletti?
In questo periodo non esco mai dalla panetteria senza il mio bel sacchettino di bugie, che giunta a casa sbrano in pochi minuti con la mia bimba che ad ogni morso mi dice: “Mamma questi sono i miei dolci preferiti!”
Fatele in casa e darete vita ad una festa, a cestino pronto guardatevi intorno e lasciate che tutti sgranocchino con un sorriso sincero, fanciullo e godereccio.
Quanti bambini oggi hanno riempito la mia casa, tutti un po’ cresciuti, ma questo è un dettaglio!
 
Ingredienti: 500 g di farina 00, 50 g di burro morbido oppure di olio di semi, 2 uova, 2 cucchiai di zucchero, la scorza grattugiata di un limone, 1 cucchiaio abbondante di acqua di fiori di arancio, vino bianco secco q.b., un pizzico di sale, zucchero a velo per guarnire, olio di semi di arachidi per friggere. Nutella, crema pasticcera, marmellata per fare le bugie ripiene.
 
Impastate tutti gli i ingredienti insieme aggiungendo poco per volta il vino bianco fino ad ottenere un panetto sodo non troppo umido e non troppo secco.
Lasciate riposare il panetto per almeno trenta minuti.
Tirate una sfoglia sottile con il mattarello o con la macchina al penultimo strato.
Con la rotella ricavate dei rombi o delle strisce lunghe che potete anche annodare.
Potete anche farcire le bugie con Nutella, crema pasticcera o marmellata.
Ricavate dalla sfoglia un lungo rettangolo, mettete al centro un cucchiaino di ripieno distanziandolo di due dita l’uno dall’altro e ripiegate la pasta su se stessa. Premete con le mani eliminando l’aria e sigillando bene i bordi, tagliate dei fagottini con la rotella.
Cuocete le bugie in olio di semi profondo, facendo attenzione che non coloriscano troppo.
Scolate in carta assorbente e spolverate con zucchero a velo.
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Pandolce Genovese

Pandolce genovese
 
Un tempo mia mamma e le mie zie capitanate sapientemente dalla nonna, la prima domenica di dicembre si radunavano per preparare Dio solo sa quanti chili di pandolci da regalare a congiunti, amici e vicini di casa in occasione del Natale.
La giornata volava serena ed allegra, noi bambini giocavamo e loro ridendo, chiacchierando e spettegolando sfornavano i loro profumati dolci.
A pranzo la nonna riscaldava le sue fantastiche lasagne preparate la sera prima e con la pancia bella piena si procedeva fino a sera ad incartare ed infiocchettare pandolci e pandolcini.
E siccome sono spesso gli anziani a mantenere vive le usanze, quando nonna mancò queste belle giornate non si ripetereno più.
Ma quest’anno mia cugina Manuela ed io, inseparabili, inguaribili romantiche e grandi malinconiche, abbiamo deciso di riesumare la tradizione e armate di farina, zucchero e uova abbiamo dato il via alla nostra bella domenica.
Le nostre bimbe curiose han giocato allegre davanti al caminetto e la casa calda, profumata di buono, ha custodito i nostri chiacchierii.
Trascorrere dei momenti con le persone che ami è rigenerante, ora so cosa provavano la mamma e le zie, quando intorno al tavolo sbucciavano frutta secca e canzonavano la nonna, ora so perchè in quei momenti mi parevano tutte più belle…
 
Ingredienti per 2 pandolci: 500 g farina00, 150 g zucchero, 170 g burro fuso, 1 uovo, 1/2 bicchiere circa di latte, 1 cucchiaino raso di semi di finocchio, 75 g di uvetta, 50 g di pinoli, 70 g di cedro candito tagliato a cubetti, 70 g di arancia candita tagliata a cubetti, 100 g di fichi secchi tagliati in quattro, 100 g di noci sminuzzate grossolanamente, 1 bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale.
 
Setacciate la farina con il lievito, aggiungete un pizzico di sale, lo zucchero, l’uovo, il burro fuso non caldo ed il latte.
Amalgamate bene il tutto e quindi aggiungete i semi di finocchio,  l’uvetta precedentemente ammollata per mezz’ora in acqua tiepida e ben strizzata, i pinoli, il cedro, l’arancia, le noci ed i fichi.
Sul piano di lavoro impastate il tutto per qualche minuto, dividete il composto in due panetti rotondi un po’ schiacciati. Incidete i pandolci con un coltello e spennellateli con del burro fuso.
Cuocete in forno caldo a 180° per circa 45 minuti. Non abbiate fretta, lasciate riposare il pandolce una notte intera, il giorno dopo sarà più buono!

Friscieu di mele, frittelle di mele alla ligure

Friscieu di mele, frittelle di mele alla ligure
 
Da anni ho un’ autentica fissazione per le frittelle di mele, ma c’è una ragione a tutto ciò.
Mia nonna grande cuoca ma non altrettanto brava pasticcera, faceva però delle frittelle di mele fantastiche, anzi divine, conosciute e sbaffate da tutta la famiglia ed anche dall’ intero vicinato.
La ricerca di quel sapore ormai antico, ha fatto di me un’ esperta scettica e critica, capace di bocciare le migliori frittelle di mele solo per la mancanza di quella gustosità remota.
Il fatto delle nonne è che spesso vanno a caso, un po’ di zucchero, un po’ di farina…un po’ di un po’ !!!
“Ma nonna perchè non hai scritto le dosi sul tuo rosso quaderno? Ora la mia vita sarebbe più semplice!!!”
Questa è la ricetta che più si avvicina a quella della mia nonnetta, con cui finalmente il mio cuore ad ogni boccone ha potuto battere forte. 
Lascio ora a voi l’onere di preparare queste squisitezze con la speranza che come me possiate ritrovare un pezzetto della vostra infanzia!!!
 
Ingredienti: 150 g di farina 00, 1/2 cucchiaino di lievito in polvere, 1 bicchiere di latte, 2 cucchiai rasi di zucchero, 2 cucchiai rasi di uvetta, 3 cucchiai rasi di pinoli, 1 mela, scorza di limone, un pizzico di sale, olio di oliva o di semi di arachidi per friggere.
 
Fate rinvenire l’uvetta in acqua tiepida per almeno mezz’ora. Preparate una pastella con la farina setacciata con il lievito ed il latte, aggiungete il pizzico di sale, lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Abbiate cura che non si formino grumi.
Aggiungete i pinoli, l’uvetta sciacquata e ben strizzata e la mela tagliata a cubetti molto piccoli.
Friggete in olio profondo e spolverate con zucchero semolato o zucchero al velo.

Castagnole di Ventimiglia

Castagnole di Ventimiglia
 
Il 26 agosto giorno di San Secondo, San Segundin, patrono di Ventimiglia, i cieli della mia città si accenderanno con stupendi spettacoli pirotecnici rompendo il silenzio della notte, le vetrine dei negozi e dei locali si illumineranno di luci e colori, in ogni angolo si sentirà musica e si vedranno giovani ballare, i bambini, accompagnati dalle loro mamme vestite con l’abito della festa, terranno in mano i loro palloncini, per le strade vecchi compagni di scuola si rincontreranno e si riabbracceranno come i tempi andati e risate e schiamazzi continueranno fino al mattino.
E’ proprio in questa occasione che nel pittoresco centro storico non mancherà come ogni anno la sagra della Castagnola di Ventimiglia, tipico dolce dalle fattezze di una grossa castagna risalente al 1700. In ricorrenze importanti come nozze e battesimi, fornai ed esperte massaie, con le preziose spezie ed il raro cioccolato, preparavano grandi quantità di Castagnole, inondando i vecchi caruggi di un profumo sublime che sapeva di terre lontane. Divenute ormai simbolo della nostra città ottenendo il marchio De.Co., denominazione comunale, sono vendute nelle migliori pasticcerie e cucinate da donne che come me non hanno mai dimenticato la tradizione.
Allora lunedì, cari amici ventimigliesi, ballate alla Marina San Giuseppe, al Sirena, al Miramare e al Marco Polo come facevano i nostri genitori. Ascoltate i Taità, i Full Optionals, I Running Birds suonare per le nostre vie, correte al Bar Sport da Ciaky per un gelato, al Mako, al Barbone o al Banana, dalla spiaggia guardate i fuochi d’artificio abbracciati alla persona che amate, perchè è troppo romantico e non dimenticate di fare un salto alla sagra della Castagnola nella città vecchia.
 
Castagnole di Ventimiglia
 
Ingredienti per circa 30 pezzi: 300 g di farina 00, 200 g di zucchero, 70 di cioccolato fondente, 30 g di cacao amaro, 3 tazzine di caffé, 1 cucchiaino raso di cannella in polvere, 1 cucchiaino raso di chiodi di garofano in polvere, 1 cucchiaino di lievito, un pizzico di sale, acqua di fiori d’arancio per spennellare, olio evo per ungere la teglia.
 
Setacciate e mettete in una ciotola la farina, il cacao ed il lievito. Aggiungete lo zucchero, la cannella, i chiodi di garofano ed il pizzico di sale. Sciogliete il cioccolato nelle tre tazzine di caffè caldo ed aggiungete al resto. Impastate bene e lasciate riposare per almeno 10 minuti. Formate delle palline grosse come castagne, spennellatele la parte superiore con  l’acqua di fiori d’arancio ed immergetela nello zucchero. Mettetele in una teglia unta di olio evo distanziandole di due cm l’una dall’altra. Cuocetele a 180° per 10 minuti.
Le castagnole devono rimanere morbide, vanno mangiate fredde e si possono conservare per alcuni giorni in contenitori chiusi ermeticamente.
 

Marmellata di Rossese di Dolceacqua Testalonga e frutti di bosco

Marmellata di Rossese di Dolceacqua Testalonga e frutti di bosco
 
Da una lunga amicizia con Antonello, nipote di Antonio Perrino produttore del Rossese di Dolceacqua Testalonga, nasce questa piccola collaborazione.
Il Testalonga, vino artigianale assai inconsueto perchè ricco e corpulento, dai sentori di frutti di bosco, rabarbaro e spezie, ciliegia e resina, dal colore rubino acceso, esplode in bocca regalando al palato infinita freschezza.
Antonio, per gli amici Nino, è un bel signore di quasi settant’anni, vignaiolo storico, semplice e affascinante, accattivante nei modi di fare, vive da sempre nel piccolo comune di Dolceacqua con la simpaticissima moglie Fiamma. Godersi la vita con semplicità e passione è il loro motto, ed è da tanta vitalità che nasce l’amore per il territorio e la tradizione.
Omaggio Nino ed il suo buon vino con una ricetta fresca e genuina, la marmellata di Rossese di Dolceacqua e frutti di bosco, da gustare con saporiti formaggi stagionati, con la speranza che con un calice di Testalonga creino un connubio perfetto!
 
“…allora Nino godiamoci la vita, magari davanti ad una bottiglia di buon Rossese!”
 
Marmellata di Rossese di Dolceacqua Testalonga e frutti di bosco
 
Ingredienti per 2 vasetti di marmellata: 1/2 litro di Rossese di Dolceacqua Testalonga, 175 g di zucchero, 25 g di pectina 3:1, 50 g di frutti di bosco.
 
Frullate i frutti di bosco e filtrarli con un colino. Cercate di ottenere più succo possibile.
Mettete il vino in un pentolino, aggiungete il succo di frutti di bosco, lo zucchero e la pectina. Mescolate accuratamente. Accendete il fuoco e portate a bollore. Lasciate bollire per 3 minuti a fuoco sostenuto. Spegnete il fuoco e mescolate in modo da far scomparire la schiuma formata.
 Mettete la mermellata ancora calda in barattoli sterilizzati in acqua bollente. Chiudete con il coperchio e capovolgeteli per 5 minuti in modo che si crei il sottovuoto.
Non preoccupatevi se la marmellata risulterà liquida, si solidificherà raffreddandosi.
Gustatela con formaggi stagionati o di fossa e con salumi, accompagnata da un buon calice di Testalonga, ovvio!
 
Marmellata di Rossese di Dolceacqua Testalonga e frutti di bosco

Pasticcini di nocciole al profumo di arancia

Pasticcini di nocciole al profumo di arancia

In cucina sono alla ricerca della perfezione, che chiaramente non trovo mai… sarei uno chef stellato e non lo sono, ma questa volta un po’ di soddisfazione permettetemela, perchè in tempo zero e con pochissimi ingredienti sono riuscita a creare dei dolcetti sfiziosi e profumati da offrire ai miei invitati dell’ultimo minuto, che chiaramente si aspettavano un dolce home made. Serviti con un bicchierino di passito fresco e con un sorriso, sono speciali…parola di Simo…!!!
 
Ingredienti: 130 g di farina di nocciole, 130 g di zucchero, 2 albumi, 1 cucchiaio raso di cacao amaro in polvere, un pizzico di sale, la scorza grattugiata di 1/2 arancia, granella di nocciole per guarnire.
 
Unite la farina di nocciole allo zucchero ed il sale, aggiungete gli albumi e la scorza di arancia. Lavorate il tutto con una spatola affinchè non si formi una crema omogenea. Con una sacca da pasticcere formate tanti fiocchetti grandi come noci e cospargeteli di granella di nocciole. Lasciateli riposare in frigo per almeno un’ora e cuoceteli in forno a 150° per 18/20 minuti. Spolverizzateli con zucchero a velo se volete.
 

Chifferi mandorlati

chifferi mandorlati
 
Introdotti in Liguria a fine ‘800 dal navigatore savonese Benedetto Ferro, i chifferi sono dolcetti di origine araba.
Mandorle pestate al mortaio, che i liguri sapevano usare molto bene, il prezioso zucchero, uova fresche e acqua di fiori d’arancio.
Semplicissimi ma ottimi in ogni occasione, buoni per giorni e giorni, morbidi ed eleganti.
Questi deliziosi dolcetti accompagnano le feste dei liguri da sempre…
 
Ingredienti: 130 g di farina di mandorle, 130 g di zucchero, 2 albumi a temperatura ambiente, 1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio, mandorle a lamelle e zucchero a velo per guarnire.
 
Unite alla farina di mandorle, lo zuccchero, gli albumi e l’acqua di fiori d’arancio. Mescolate affinché non si formi un impasto sodo e omogeneo.
Con una sac à poche create delle mezzelune ciccione, cospargetele di mandorle a lamelle e mettetele a riposare in frigo per almeno un’ora.
Cuocete i chifferi in forno a 150° fino a leggera doratura.
Attenzione a non cuocerli troppo altrimenti induriscono. Lasciateli riposare e spolverizzateli di zucchero a velo.
I dolcetti saranno più buoni dopo un lungo riposo…