Pandolce Genovese

Pandolce genovese
 
Un tempo mia mamma e le mie zie capitanate sapientemente dalla nonna, la prima domenica di dicembre si radunavano per preparare Dio solo sa quanti chili di pandolci da regalare a congiunti, amici e vicini di casa in occasione del Natale.
La giornata volava serena ed allegra, noi bambini giocavamo e loro ridendo, chiacchierando e spettegolando sfornavano i loro profumati dolci.
A pranzo la nonna riscaldava le sue fantastiche lasagne preparate la sera prima e con la pancia bella piena si procedeva fino a sera ad incartare ed infiocchettare pandolci e pandolcini.
E siccome sono spesso gli anziani a mantenere vive le usanze, quando nonna mancò queste belle giornate non si ripetereno più.
Ma quest’anno mia cugina Manuela ed io, inseparabili, inguaribili romantiche e grandi malinconiche, abbiamo deciso di riesumare la tradizione e armate di farina, zucchero e uova abbiamo dato il via alla nostra bella domenica.
Le nostre bimbe curiose han giocato allegre davanti al caminetto e la casa calda, profumata di buono, ha custodito i nostri chiacchierii.
Trascorrere dei momenti con le persone che ami è rigenerante, ora so cosa provavano la mamma e le zie, quando intorno al tavolo sbucciavano frutta secca e canzonavano la nonna, ora so perchè in quei momenti mi parevano tutte più belle…
 
Ingredienti per 2 pandolci: 500 g farina00, 150 g zucchero, 170 g burro fuso, 1 uovo, 1/2 bicchiere circa di latte, 1 cucchiaino raso di semi di finocchio, 75 g di uvetta, 50 g di pinoli, 70 g di cedro candito tagliato a cubetti, 70 g di arancia candita tagliata a cubetti, 100 g di fichi secchi tagliati in quattro, 100 g di noci sminuzzate grossolanamente, 1 bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale.
 
Setacciate la farina con il lievito, aggiungete un pizzico di sale, lo zucchero, l’uovo, il burro fuso non caldo ed il latte.
Amalgamate bene il tutto e quindi aggiungete i semi di finocchio,  l’uvetta precedentemente ammollata per mezz’ora in acqua tiepida e ben strizzata, i pinoli, il cedro, l’arancia, le noci ed i fichi.
Sul piano di lavoro impastate il tutto per qualche minuto, dividete il composto in due panetti rotondi un po’ schiacciati. Incidete i pandolci con un coltello e spennellateli con del burro fuso.
Cuocete in forno caldo a 180° per circa 45 minuti. Non abbiate fretta, lasciate riposare il pandolce una notte intera, il giorno dopo sarà più buono!
Annunci

29 thoughts on “Pandolce Genovese

  1. Bella la ricetta, ma il racconto e l’atmosfera che ci hai fatto respirare sono da 10 e lode….belle le tradizioni e il calore della famiglia, bello il chiacchiericcio custodito da una casa calda e profumata!!!

  2. Leggere questo post mi gonfia il cuore! Vivere le tradizioni, soprattutto a livello familiare, è cosa rara ormai… siamo troppo presi dalla routine, il lavoro, le mille cose della “vita moderna”… io lo dico sempre, dovevo nascere una generazione prima, sembro anacronistica a volte. Ma ne vado tanto orgogliosa del mio amore per la famiglia, e del desiderio di crearne al più presto una mia… un piccolo ramo da aggiungere all’albero. 🙂
    Bella ricetta, anche solo la foto mi stuzzica! Se riesco la provo, e perchè no… potrebbe essere un’idea regalo per questo Natale!
    Un abbraccio

    • mia cara grazie davvero!!! anche io mi sento un po’ fuori posto in quest’era così caotica, non sono fatta per correre ma devo farlo per forza!!! Ma sai quando mi posso finalmente fermare, lo faccio con il corpo, la testa ed anche il cuore e quando e’ ora di ripartire, riparto quasi alla grande. Io ho una bimba di 4 anni a cui sto cercando di trasmettere l’amore per la famiglia ma anche per le piccole cose, passiamo ore ad impastare insieme, a giocare con poche cose e sono certa anche lei sarà una di NOI!!! fa i pandolci piccini, impacchetta ed infiocca…e vedrai saranno tutti contenti!!! GRAZIE DI CUORE!!!

      • Oddio mi è appena spuntato un sorrisino “ebete” e sento gli occhi che diventano lucidi…. una patatina di 4 anni che impasta con le sue manine e le gotine rosse! Magari anche con un grembiulino, e i capelli un po’ arruffati e infarinati….
        Che bellezza!!!!!
        Scaldacuore mode: ON!
        Smack!!!!!

  3. Potevo io, “inguaribile nostalgica, romantica, antica” quale sono non ricordare insieme a te certi momenti del passato? Sono felice che tu insieme a tua cugina abbiate deciso di portare avanti le tradizioni; dopo tutto, come ho già detto più volte, il Natale significa FAMIGLIA! E tutto ciò che ruota intorno ad essa😊 Questa foto poi, esprime tanto di quel momento. Felice Giornata a te, Cara Simo😊

    • ciao cara Marilena che bello risentirti!!! chissa’ dove sei finita ora, da dove ci scrivi…ma bando alla mia curiosità…sono felice di risentirti e basta!!! Il Natale e’ proprio come dici tu ormai solo convivialità e visto che a me piace così tanto..ne approfitto, eccome se ne approfitto!!! 😉

  4. Mi sono piacevolmente persa nelle parole del tuo racconto che mi ha scaldato il cuore! Ora una fettina di pandolce ci starebbe proprio bene! 🙂

  5. Beh, intanto il pandolce è di una bontà incredibile e sicuramente questi lo saranno in maniera particolare. Infatti il cibo assorbe anche le emozioni di come sia stato preparato e… da come lo racconti si sarà impregnato di amore, gioia e serenità. Ottimo!!!

  6. Ciao Simo, bellissimo racconto! Mi hai ricordato le giornate in cui anche in casa mia si facevano i dolci di Natale e anche io stavo insieme ai miei cugini a giocare mentre le mamme parlavano, parlavano, parlavano 🙂
    Spero anche io, un giorno, come te, di portare avanti le tradizioni di famiglia facendo i dolci della tradizione con la stessa armonia e gioia in cui lo facevano loro.
    Ti abbraccio

    • carissima, penso che questi siano un po’ i ricordi di tutte noi…ci vuole tempo e tanta passione per portare avanti queste belle tradizioni e’ vero…ma se non lo facciamo ai nostri figli cosa rimarra’ un giorno? 😉 abbraccioni!!!

  7. Carissima amica … c’è un ripieno in quel pandolce che più dolce non si può! 😉 Si vede! Accidenti se è buono, così particolarmente profumato con l’uvetta, i canditi, le noci, l’uvetta mmmhhhhhhh e chi resiste, una fetta insieme ad un buon tè in questo momento la gradirei proprio.
    Bravissima nel tener vive le tradizioni che impreziosiscono la tavola nei giorni di festa.
    Ti stringo in un abbraccio 😉
    Affy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...